L'etichettatura vegan/vegetariana non è più una nicchia. I commensali vegetariani e vegani sono il segmento dietetico in più rapida crescita — circa 18-23% annuo in Italia. Il 12% delle prenotazioni include almeno un commensale vegan/vegetariano.
Terminologia corretta
Vegetariano: senza carne, pesce, pollame; uova e latticini consentiti. Vegan: senza prodotti animali (miele incluso). Pescetariano: senza carne, con pesce. "Plant-based" non equivale a vegan — può contenere tracce.
Sistema di icone coerente
Icone comuni: "V" verde (vegan), V verde con foglia (vegetariano), cerchio verde con foglia (plant-based). Una posizione unica coerente nel menu. Colore come supporto, mai da solo — icona + testo sempre associati.
Filtri
I menu QR brillano qui. Un filtro "vegan" mostra i piatti con un tap. Piattaforme come thMenu permettono multiple etichette per piatto (vegan + senza glutine + bio) e filtri combinati.
Dati di mercato
Le vendite plant-based UE sono cresciute del 29-34% annuo 2020-2024. Gen Z: 23% flessitariani. HappyCow elenca 28.000+ ristoranti vegan-friendly globalmente.
Errori comuni
Consigli: 1) Non isolare i piatti vegan in sezione separata in fondo. 2) Prezzo in linea con il resto. 3) Evitare "adattabile vegan" — è vegan o no. 4) Formare il personale su componenti lattieri e uova nelle salse. Conclusione: Ristoranti che evidenziano chiaramente le opzioni vegane catturano un mercato in rapida crescita. Costo quasi nullo, ritorno misurabile.
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