L'A/B testing del menu di un ristorante è il modo più concreto di chiudere i dibattiti con i numeri. Una presentazione di prezzo diversa vende di più? Una descrizione più lunga? Una foto? Vediamo le basi, le variabili che contano e come leggere i risultati senza illudersi.
Le basi
Due versioni (A e B), metà visitatori vede una, l'altra metà l'altra. Confronta una metrica: scontrino medio, CTR o tasso al carrello.
Regola d'oro: una variabile per volta.
Cinque variabili da testare
1. Presentazione prezzo: "€14,95" vs "14,95" vs "14,50".
2. Lunghezza descrizione: 1 frase vs 3.
3. Foto presente: tipicamente 30-50% di clic in più.
4. Nome del piatto: "Insalata di pollo" vs "Bowl mediterraneo di pollo grigliato".
5. Ordine categorie: dolci a metà vs in fondo.
Durata sufficiente
Per significatività, puntate a almeno 400 visualizzazioni per variante — di solito due settimane.
Eseguite entrambe in parallelo (50/50), mai settimane alternate.
Esempio concreto
Una pizzeria a Roma ha testato la Margherita per due settimane. A: una frase + "€14". B: tre frasi + "€14 / 30 cm". Risultato: B ha portato 23% di aggiunte al carrello in più.
Con thMenu definite le varianti a livello di prodotto o categoria e seguite i risultati dal dashboard.
Routine
Uno o due test al mese. A fine anno, 15-20 apprendimenti. Iniziate dai piatti più visti.
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